Europa e Cina siglano l’accordo: stop alle imitazioni delle DOP e delle IGP protette

E’ entrato in vigore il 1 marzo 2021 l’Accordo di cooperazione tra Unione Europea e Repubblica popolare cinese in materia di protezione delle indicazioni geografiche (di seguito, “accordo UE-Cina”).  L’accordo tutela dalle imitazioni ed usurpazioni circa 200 denominazioni d’origine e indicazioni geografiche (riferite in maggior misura ai prodotti agroalimentari) europee e cinesi.

Ma il numero delle DOP e IGP oggetto di protezione è destinato ad aumentare nelle intenzioni dei firmatari; entro il 2025, infatti, l’accordo verrà esteso a 350 ulteriori specialità.

Le DOP e IGP italiane protette

Record italiano nell’elenco dei prodotti europei tutelati dall’accordo con il Regno di Mezzo. L’Italia, con le sue 26 specialità inserite in elenco, è senza dubbio il paese europeo che trarrà maggiori benefici dalla cooperazione con il gigante asiatico. Di seguito, i prodotti italiani interessati dall’accordo:

  • Aceto balsamico di Modena IGP
  • Asiago DOP
  • Asti DOP
  • Barbaresco DOP
  • Bardolino superiore DOP
  • Barolo DOP
  • Brachetto d’Acqui DOP
  • Bresaola della Valtellina IGP
  • Brunello di Montalcino DOP
  • Chianti DOP
  • Conegliano-Valdobbiadene Prosecco DOP
  •  Dolcetto d’Alba DOP
  • Franciacorta DOP
  • Gorgonzola DOP
  • Grana Padano DOP
  • Grappa IG
  • Montepulciano d’Abruzzo DOP
  • Mozzarella di Bufala Campana DOP
  • Parmigiano Reggiano DOP
  • Pecorino Romano DOP
  • Prosciutto di Parma DOP
  •  Prosciutto di San Daniele DOP
  • Soave DOP
  • Taleggio DOP
  • Toscano IGP
  • Vino Nobile di Montepulciano DOP.

Il valore della DopEconomy italiana

Secondo il XVII rapporto ISMEA (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), riferito ai dati produttivi 2018, l’Italia ha registrato una ulteriore crescita che si inserisce nel trend degli ultimi dieci anni per il settore Food e Wine DOP IGP, con un valore della produzione delle oltre 800 Indicazioni Geografiche che per la prima volta supera i 16,2 miliardi di euro (+6,0% in un anno) e con l’export che oltrepassa la soglia dei 9 miliardi di euro (+2,5%).

A tal proposito, va ricordato che le DOP e le IGP nazionali consolidano il ruolo guida del “made in Italy” agroalimentare all’estero, con una crescita generata in larga parte dal comparto dei vini con un valore di oltre 5,4 miliardi.

Le potenzialità del mercato cinese

Secondo uno studio del Parlamento europeo, la middle classe cinese – anche per effetto di una serie di scandali connessi alla sicurezza e genuinità di alcuni prodotti alimentari nazionali – aspira al consumo di prodotti importati di alta qualità che in molti casi recano la denominazione DOP o IGP. Ciò spiega perché l’export verso la Cina di prodotti agroalimentari europei sia in crescita da anni.

Nel 2020, ad esempio, il Regno di mezzo è stato il terzo paese di esportazione per un valore di oltre 16 miliardi di euro. E’ presumibile che l’accordo Ue-Cina del marzo 2021 sia di ulteriore impulso all’aumento dell’export verso la Repubblica popolare cinese, con enormi vantaggi per gli Stati europei.

Avv. Valentina D’Urso

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